Orazio Marinali (1643-1720) Busto di Flora in Marmo

8.500,00

Imponente busto in marmo di Carrara raffigurante Flora attribuito allo scultore veneto Orazio Marinali (1643-1720). Tracce di un monogramma dietro la spalla sinistra O….

Orazio Marinali fu tra i più significativi esponenti della scultura veneta tra sei e settecento. Assieme ai fratelli e alla sua fertile bottega ha lasciato numerose opere sacre e profane, dai singoli busti a complessi cicli statuari per chiese, palazzi e giardini del territorio veneto.
Marinali si trova a vivere ed operare in un particolare momento storico, quando la scultura veneta è in fermento, venendo a contatto con figure di spicco come il fiammingo Giusto Le Court, il tedesco Heinrich Meyring, l’ungherese Michele Fabris ma anche Angelo De Putti e Francesco Pozzo, decoratori e innovatori provenienti dalla val Solda, le cui composizioni tumultuose vanno ad affiancare le opere degli scultori tradizionali. Ma c’é anche un altro elemento da considerare: il ruolo che la villa, e soprattutto il suo giardino, assume in quel momento. L’enfasi che assume il fascino della vita in villa, status e simbolo del prestigio dei suoi proprietari, vede un progressivo ampliarsi del ruolo della statuaria, non più solo decoro accessorio di piante e fantasie acquatiche ma sempre più protagonista tanto da diventare “un popolo muto e complice di figure di pietra, ora intiepidite dal sole,ora gelate dal freddo o slavate dalla pioggia, come protette da una morbida veste di muschio”. Cambiano necessariamente le fonti di ispirazione, con una progressiva riscoperta dei valori e delle storie rappresentate dal mondo classico, con il suo impatto simbolico, foriero di svariati messaggi. E il Marinali ne coglie appieno lo spirito: dopo i suoi inizi a Venezia con la statuaria religiosa e le decorazioni di interni si lancia nella statuaria da giardino. La produzione da giardino cresce progressivamente tanto che si può considerare come la piena maturità artistica di Orazio Marinali si sia espressa dalla metà degli anni ottanta del seicento sino alla sua scomparsa, nel 1720, con la statuaria da giardino.

Quella del Marinali fu una bottega e una scuola, in un’epoca in cui restare compatti in un nucleo familiare era un’abitudine e una necessità, in quanto c’era bisogno di molte braccia per assolvere i tanti impegni di lavoro. Guidati da Orazio, ne facevano parte i due fratelli, Francesco e Angelo, ma anche il genero Giacomo Cassetti, Angelo de Putti e Lorenzo Mattielli.

La modellazione di Orazio non è mai stereotipata: nervosa, spezzata, con un impatto visivo di volti e posture ben caratterizzato, capace di coprire una gamma di espressività che va dal minaccioso al corrucciato, dal comico al grottesco, con allegorie dall’aria furbesca e divertita a figure muliebri dal sorriso malizioso o capriccioso, dalla fierezza distaccata di alcune divinità al turbamento e alla compassione, capace di catturare lo sguardo dello spettatore.

Il nostro busto proviene da una collezione privata. Il modellato di questa Flora, come la lavorazione della capigliatura, la resa particolare delle orecchie, della bocca, del mento, il tipo di panneggio, ci conducono verso la bottega di Marinali. I resti del monogramma O.M.,come si firmava Orazio Marinali, ce ne danno ulteriore conferma.

Misure H cm 68 L cm 52 Base cm 22 x 22

Descrizione

Chiti Stefano, esperto in beni culturali iscritto all’Albo al numero 195.

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