Jean Baptiste Auguste Clésinger, busto in marmo, Roma 1868

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Busto in marmo raffigurante Elena di Troia firmato “J. Clésinger Roma 1868”.
Altezza cm 71.

Jean-Baptiste Clésinger detto Auguste, scultore e pittore francese, nato a Besançon il 20 ottobre 1814, morto a Parigi il 5 gennaio 1883.
Figlio dello scultore Georges Clésinger, Auguste studiò scultura con suo padre, che lo portò a Roma, all’età di diciotto anni. In questa città Clésinger seguì gli insegnamenti dello scultore danese Thorwaldsen.
Ritornò in Francia, stabilendosi a Parigi nel 1838 (dopo un soggiorno in Svizzera), e nel 1839 entrò nello studio di David d’Angers senza però rimanerci a lungo.
Tra il 1840 e il 1841 lavorò in Svizzera, a Losanna, dove produsse molti busti ritratto: il dottor Secretan, il generale Laharpe …
Quindi si recò a Firenze, città da cui invia un busto di Jules Valdahon a Parigi per la sua prima partecipazione al Salon (1843).
Siamo arrivati al 1844: da quest’anno inizia ufficialmente la carriera dell’artista.
Nel 1845 la sua reputazione cresce ogni giorno, se ne discute sui giornali, ha ardenti sostenitori, tra cui Alexandre Dumas ed Emile De Girardin: alcuni lo proclamano il più grande scultore dell’epoca.
Nel 1847 sposò Solange Dudevant, figlia di Georges Sand e del Baron Dudevant.
Nello stesso anno Clésinger si rivela provocatore con “La donna morsa da un serpente” (Museo di Orsay), che dà scandalo al Salon sia per il soggetto trattato che per la modalità in cui lo realizza: viene criticato per l’indecenza e l’erotismo del soggetto e soprattutto per aver modellato attraverso un calco dal vero il corpo di Apollinie Sabatier, donna affascinante e dai liberi costumi. Musa di Baudelaire, dotata di una grande bellezza e tenutaria di un salotto, Apollonie, che i suoi amici chiamavano”la Présidente”, forniva così un successo insperato a Clésinger.. Per rispondere a queste accuse, esegue una variante molto sensuale della “Baccante distesa” un po ‘più grande del naturale, che viene presentata al Salon del 1848 e considerata da Teophile Gauthier come “uno dei pezzi più belli della scultura moderna” .
Attaccato dalla critica per il suo “Francesco I a cavallol”, Auguste Clésinger si trasferì a Roma. Qui si sforza di condurre la sontuosa esistenza dei grandi artisti del Rinascimento, credendo di aumentare la sua reputazione abbagliando la società italiana con il suo lusso.
Dopo diversi anni in cui si era tenuto lontano dalle mostre, nel 1859, per attirare l’attenzione della Francia su di sè, invia al Salone dal suo studio di Roma due statue di marmo, Saffo e Zingara, una statuetta di marmo, La giovinezza di Saffo, un toro romano, i busti di Cristo, Charlotte Corday e una Transteverina, e un grande dipinto di “Eva tentata durante il sonno”, ed è un successo, quasi un trionfo.
Nel 1864 tornò in Francia, a Besançon e poi a Parigi. Avrebbe continuato a scolpire fino alla sua morte il 6 gennaio 1883.

Bibliografia: biografia di Jean-Baptiste Clésinger di À.Estignard, edizione Maison Delagrange, 1900

Il nostro busto riprende il soggetto di Elena di Troia, già utilizzata dallo scultore per una statua a figura intera datata 1861. Numerosi dettagli simili, tra cui la collana di perle e la tiara.
Il busto è firmato “J. Clésinger Rome 1868.” Nel 1868 Clésinger era già tornato a Parigi dalla sua residenza romana, ma fu in quell’anno che lo studio romano dello scultore fu trasferito in Francia e unito allo studio di Parigi per per essere disperso più tardi in un’asta i cui documenti sono ancora oggi conservati. In questo contesto Clésinger potrebbe aver ripreso e completato l’abbozzo di un busto del laboratorio romano o più semplicemente firmato e datato un’opera esistente proveniente da Roma. Effettivamente il busto appartiene a quella serie di ritratti dalla forte impronta classica ispirati a Clésinger dallo studio dei vecchi maestri condotto a Roma.

Misure

Altezza cm 71
Larghezza alle spalle cm 45

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Descrizione

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