Ignazio Stern o Ignazio Stella (1679-1748) Ritratto di donna allo specchio

16.500,00

Ignatius Stern (1679-1748)
Donna alla toilette
Olio su Tela, cm 91 x 71
Cornice cm 108 x 88

Tra ritratto, allegoria e scena di genere, questo è il soggetto di questo dipinto che vede una giovane donna risoluta nella toilette mattutina, il viso inclinato e lo sguardo fisso sullo specchio, mentre con la mano sinistra gli passa un panno bianco sul petto; bianchi anche i lacci della camicia che si intravedono sotto l’ampia vestaglia dorata con maniche ornate di nastri azzurri. Davanti a lei, sul tavolo, una scatola aperta, probabilmente per cipria o rossetto, un vasetto, un pettine, un anello e un medaglione con immagine maschile.
È possibile risalire alla paternità di quest’opera raffinata e singolare con convincente pertinenza grazie alla sua specifica matrice stilistica e pittorica, qui spiegata con particolarità tipiche del repertorio di Ignatius Stern, uno dei più evidenti maestri del rococò italiano. .

Nato a Mauerkirken, in Austria, nel 1679, Stern arrivò in Italia intorno al 1695 per formarsi nell’affollata scuola di Carlo Cignani, pittore bolognese che viveva a Forlì da circa due decenni, per assistere agli affreschi della cupola di questa cattedrale. Ben presto ebbe modo di sfruttare i buoni rapporti del maestro, sia con l’ambiente romano che con quello del Ducato di Farnese; Stern soggiornò a Roma per circa un decennio (1702-1712). Dopo il suo ritorno a Forlì (1713), dove rimase fino al 1724, l’artista, probabilmente sostenuto dal suo ex maestro, avviò autonomamente il suo studio, avvalendosi di assidui rapporti di lavoro con il Ducato di Parma e Piacenza. Verso la fine del 1724 Stern si stabilì stabilmente a Roma, dove rimase attivo fino alla morte (1748).

Tornando al dipinto in questione, la sua grazia espressiva e la sua delicatezza espositiva ci riportano alle connotazioni particolari di Ignatius Stern, al suo modo di innestare, su una formazione alquanto rigida e iniziale d’oltralpe, antiche esperienze emiliane (Correggio, Barocci) e contemporanei (Cignani, Pasinelli, Dal Sole).
Una tela dai colori smaglianti e nitidi, dalle forme morbide, dai gesti languidi e dalle atmosfere sommesse tipiche del rococò.

Opere in correlazione:
Santa Dorotea, Walters Art Museum di Baltimora
Il sogno di Giuseppe (firmato e datato 1723), collezione privata
Madonna con due angioletti, Museo di Norimberga
Maddalena e un angelo, già Londra, asta di Christie’s 11 dicembre 1984

Il dipinto è stato espertizzato dallo storico dell’arte ed esperto di pittura del Seicento, prof. Pirondini. È accompagnato da una perizia firmata.

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Descrizione

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