Giovanni Maria Scupola (Otranto, attivo XV-XVI) La risurrezione di Cristo

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Giovanni Maria Scupola (Otranto, ativo XV-XVI) La risurrezione di Cristo
Tempera su tavola, cm 10,5 x 6

Giovanni Maria Scupola è un pittore ancora poco noto attivo ad Otranto nei decenni tra il Quattrocento e il Cinquecento; le sue opere, recentemente studiate da Esther Moench (Le lettre e le trait. Propos sur Giovanni Maria Scupola, in “Bulletin de la sociétè Schongauer à Colmar” 1987, pp. 72-79) mostrano, pur in una data così avanzata, un linguaggio ancora fortemente radicata nella tradizione bizantina.
L’attività di Giovanni Maria Scupola è documentata ad Otranto presso i fratelli Bizamano e si ipotizza che l’artista si sia trasferito in Italia da Creta all’inizio del XVI secolo. Le sue opere presentano personaggi ‘neobizantini’, con strutture illustrative di chiara lettura narrativa ed evidenti accenti adriatici e in alcuni casi sono stati rilevati curiosi collegamenti con la miniatura (anch’essa ferrarese), per le piccole dimensioni e il segno fortemente grafico , caratterizzato da pennellate sottili e filanti.

La Pinacoteca Nazionale di Bologna ha due trittici, mentre il Museo Kolmar ha un trittico firmato con episodi della Passione. Pannello (cm 64X50) con ‘Sedici storie della vita di Cristo’, firmato EGO. IOANES. MARIA SCULPOLA. DE IDRYNTO. PINXIT IN HOTRATU è conservato nel Museo Provinciale di Bari e datato da Clara Gelao e Belli D’Elia intorno al 1520, perché la scena con la Deposizione dalla croce è sicuramente tratta da Raffaello e probabilmente conosciuta dal nostro artista attraverso un’incisione, come ad esempio quello prodotto da Marcantonio Raimondi nel 1520-1521 (P. Leone de Castris 1998, p. 58-60, n. 13). Si segnala infine il trittico con ‘La Crocifissione, la Deposizione e San Girolamo’ (pannello chiuso 16,8X11,7 cm) conservato presso Christie’s a Londra nel giugno 1987.

La tavoletta raffigurante la Resurrezione è un’interessante nuova scoperta che si aggiunge al catalogo di questo pittore; anche questa si presume appartenesse a un trittico.
Il confronto della resurrezione in questione con quella di Bari suggerisce che l’assenza del pezzo paesaggistico sia anteriore al terzo decennio.

Bibliografia di riferimento:

AC Quintavalle, ‘Neo Bizantini di Puglia nelle collezioni pubbliche napoletane’, in ‘Japigia’, 1932, ad vocem
O. Morisani, ‘Un trittico del primo Cinquecento’, in ‘Klearchos’, 1961, p. 12

E. Moench, ‘Propos sur Giovanni Maria Scupola’, in ‘Bulletin de la sociétè Schongaue’, Colmar 1987, pp. 72-79

P. Leone de Castris, in ‘La Pinacoteca Provinciale di Bari’, a cura di C. Gelao, Roma 1998, pp. 58-60, n. 13

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